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Patente D a 18 anni: una nuova opportunità per i giovani e per il settore trasporti

Se stai cercando informazioni sulle patenti superiori o sulla CQC, avrai letto dell’ultima novità: la patente D a 18 anni. Cosa ne pensi?

La difficoltà a trovare autisti professionali non è più un problema isolato: riguarda l’intero continente europeo e coinvolge sia il trasporto merci che quello di persone. L’età media dei conducenti è sempre più alta, i giovani faticano ad avvicinarsi a questa professione e il risultato è un vuoto che in alcuni Paesi assume dimensioni preoccupanti.

Anche in Italia la situazione non è diversa: mancano migliaia di autisti per autobus e mezzi pesanti, con conseguenze dirette sulla mobilità, sul turismo e sull’efficienza delle imprese di logistica.

Gli interventi del Governo: dal bonus patente alle nuove regole

Per favorire l’ingresso delle nuove generazioni nel settore, negli ultimi anni il Governo ha messo in campo diversi strumenti.
Tra questi c’è il Bonus Patente, un contributo che copre gran parte delle spese necessarie per ottenere le abilitazioni professionali. La misura, rinnovata anche per il 2025, è stata pensata per ridurre la barriera economica che spesso scoraggia i ragazzi dall’intraprendere questo percorso.

Ma l’incentivo economico non basta se non si interviene anche sul piano normativo. Ed è proprio qui che entra in gioco la novità introdotta con il Nuovo Codice della Strada e resa operativa a luglio 2025 grazie alla circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Patente D a 18 anni: cosa significa

Dal 24 luglio 2025, chi ha compiuto 18 anni potrà ottenere la patente D – quella che consente di guidare autobus e pullman – a condizione di aver frequentato il corso completo di 280 ore per la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) e di aver superato il relativo esame.

Per essere chiari:

  • Patenti D, DE, D1 e D1E – dai 18 anni si possono guidare autobus (anche con rimorchi non leggeri) e minibus da 8 a 16 posti, purché si abbia la CQC completa e si operi su servizi di linea fino a 50 km.
  • Autobus senza passeggeri – il limite scende a 18 anni anche per i veicoli di categoria D e DE utilizzati senza trasporto persone.
  • Autobus con passeggeri – in tutti gli altri casi resta la soglia dei 20 anni, sempre con la CQC conseguita tramite corso completo.

Si tratta di un cambio di passo notevole rispetto al passato, quando l’età minima era fissata a 21 anni (o addirittura 24 in alcune situazioni).

Le reazioni del settore

La decisione è stata accolta positivamente dalle principali associazioni di categoria, che da tempo chiedevano misure concrete per favorire il ricambio generazionale. Permettere l’accesso alla patente D già dai 18 anni significa aprire la strada a nuove opportunità di lavoro, ridurre i tempi di formazione e rendere il settore più attrattivo agli occhi dei giovani.

La combinazione tra incentivi economici e nuove soglie di età rappresenta una risposta concreta a un problema che rischia di diventare strutturale.
Se accompagnata da campagne di orientamento e da percorsi formativi di qualità, questa misura può realmente contribuire a garantire il futuro del trasporto pubblico e privato in Italia ed Europa, creando posti di lavoro e sostenendo la mobilità delle persone.


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