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Sicurezza stradale

Sicurezza stradale 2024: le città pericolose per moto e scooter

Quali sono le città in Italia più pericolose per moto e scooter?

Il rapporto ACI–ISTAT 2024 conferma che chi viaggia su due ruote resta tra gli utenti più esposti al rischio, specie in ambito urbano. Dentro ai numeri nazionali spicca l’aumento dei decessi tra i motociclisti. In questo contesto, capire quali sono le città pericolose per moto e scooter aiuta a indirizzare interventi rapidi e formazione mirata.

Le città pericolose per moto e scooter (quadro sintetico)

La classifica di Aci-Istat si basa sul “tasso di coinvolgimento”, cioè il numero di motocicli incidentati ogni 10.000 veicoli, un dato che rende comparabili città con flotte di dimensioni molto diverse.

In cima alla classifica compaiono Bari, Roma e Genova, seguite da Firenze e Milano. All’estremo opposto, con tassi più bassi di incidentalità per le due ruote, si segnalano Trieste, Torino e Venezia.
Tradotto: nelle città pericolose per moto e scooter pesano traffico intenso, incroci ravvicinati, spazi di manovra ridotti e infrastrutture non sempre ottimali (aderenza, buche, tombini fuori quota).

Il risultato è una maggiore probabilità di sinistro per scooter e motocicli rispetto alla media nazionale.

Cosa fare subito (comuni, utenti, autoscuole)

La sicurezza stradale è un impegno condiviso: riguarda Comuni, gestori delle strade, forze dell’ordine, autoscuole e ogni utente della strada. Vediamo nel dettaglio cosa si potrebbe fare:

  • Comuni: programmare manutenzioni sul manto stradale (aderenza, chiusura buche, drenaggio), migliorare segnaletica e illuminazione, ricalibrare i tempi semaforici e impostare controlli mirati nelle zone con tassi più alti. Dove possibile, valutare corsie dedicate o soluzioni di traffic calming.
  • Motociclisti e scooteristi: equipaggiamento corretto (casco omologato, guanti e protezioni), velocità adeguata al contesto urbano, guida preventiva (vedere ed essere visti), attenzione alle svolte a sinistra e agli incroci, manutenzione periodica di pneumatici, freni, luci e sospensioni.
  • Autoscuole: usare i dati delle città pericolose per moto e scooter nei moduli didattici. Potenziare esercitazioni su frenata d’emergenza, gestione del bagnato/aderenza, posizionamento in corsia e anticipo delle manovre. Introdurre pillole di manutenzione base e simulazioni di scenari urbani ad alto rischio.

La sicurezza stradale non è solo una statistica: è una responsabilità condivisa. Le amministrazioni possono migliorare infrastrutture e controlli; i cittadini possono adottare comportamenti prudenti e veicoli in ordine; le autoscuole possono trasformare i numeri in formazione pratica e consapevolezza. Agendo insieme, anche nelle città pericolose per moto e scooter è possibile ridurre incidenti e conseguenze gravi.

Fonti: ACI–ISTAT, “Incidenti stradali 2024”.


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