Mobilità Sostenibile
Auto elettrica? In Italia ancora non decolla (nonostante i bonus e le colonnine nuove)
Nel 2024 il mercato dell’auto elettrica in Europa mostra segni di rallentamento, e in Italia la situazione è ancora più preoccupante. Nonostante incentivi e colonnine, l’elettrico non conquista gli automobilisti italiani.
Lo dice lo Smart Mobility Report 2024 del Politecnico di Milano. E i numeri non mentono.
Nel resto d’Europa il mercato delle auto elettriche arranca.
In Italia, semplicemente, si è fermato. Secondo lo Smart Mobility Report 2024 realizzato da Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, la percentuale di nuove auto elettriche immatricolate è in calo ovunque, tranne che nel Regno Unito.
In particolare, nel nostro Paese, il dato è impietoso: tra gennaio e agosto 2024 si è registrato un -12,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E no, non è un errore di stampa.
Già nel 2023, rispetto al 2022 (che era stato un anno fiacco), si era scesi dello 0,2%. Insomma: altro che “transizione ecologica”, qui siamo alla “transizione incerta”.
E poco importa che le infrastrutture di ricarica siano cresciute (e anche parecchio). Gli italiani, l’auto elettrica, ancora non se la filano.
L’effetto miraggio dell’Ecobonus
Un barlume di speranza è arrivato nel giugno 2024, grazie a un’ondata di entusiasmo trainata dagli Ecobonus. In quel mese le immatricolazioni sono salite del +38,7% rispetto a giugno 2023.
Un successo? Sì, ma solo temporaneo. Perché, se davvero vogliamo raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030, servirebbero oltre 800.000 nuove auto elettriche all’anno. Peccato che la media del triennio 2021-2023 si fermi a 130.000.
Un po’ come cercare di riempire un secchio bucato con un cucchiaino.
Perché in Italia l’elettrico non ingrana?
Secondo Vittorio Chiesa, direttore di Energy&Strategy, i motivi del flop sono ben noti. Eccoli in sintesi:
Prezzi troppo alti, anche con gli incentivi statali
Scarsa consapevolezza dei benefici reali (l’ambiente ringrazia, ma il portafoglio molto meno)
Sostegni economici incostanti, che creano incertezza e sfiducia
Campagne di comunicazione praticamente invisibili, quando invece servirebbe una strategia chiara per far capire agli italiani perché vale la pena scegliere l’elettrico.
Colonnine sì, ma a cosa servono se nessuno le usa?
Un altro dato interessante (e un po’ paradossale): le infrastrutture di ricarica sono aumentate del 35% rispetto al 2022.
Oggi se ne contano circa 500.000 ad accesso privato, in gran parte grazie al Superbonus. Ma come fa notare Davide Chiaroni, vicedirettore di E&S, il rischio è di ritrovarsi con una rete sottoutilizzata. E il rischio è reale.
Senza una politica industriale coerente, incentivi stabili, semplificazioni burocratiche e una narrazione efficace, l’Italia non riuscirà mai a colmare il divario con gli altri Paesi europei.
Flotte aziendali: il regno del diesel
Nemmeno le aziende sembrano pronte a fare il grande salto. Secondo la survey condotta su 300 imprese italiane, l’auto elettrica è ancora una rarità.
Il motivo? Semplice: le flotte aziendali durano a lungo (oltre 6,5 anni) e macinano chilometri (più di 35.000 l’anno). In questo scenario, il diesel resta il re indiscusso, soprattutto tra le piccole imprese, dove arriva a rappresentare oltre l’80% del parco auto. Le BEV (auto elettriche pure) iniziano ad apparire solo nelle aziende più grandi, ma il cammino è ancora lungo.
Tu da quale parte stai?
👉 Fonte: Smart Mobility Report 2024 – Energy&Strategy, Politecnico di Milano
Potrebbe interessarti anche:
Benzina vs elettrica: quale conviene?