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I minorenni possono essere multati?
Sì, ma non nello stesso modo degli adulti. Quando si parla di multe ai minorenni, bisogna distinguere tra “chi commette materialmente l’infrazione” e “chi può essere obbligato a pagare la sanzione”.
In Italia, infatti, la regola generale è che chi non ha compiuto 18 anni non può essere assoggettato a una sanzione amministrativa pecuniaria (cioè, alla classica multa amministrativa).
Quindi, se un minorenne attraversa in modo pericoloso, circola in bici o monopattino in modo scorretto, o commette un’infrazione in generale, la violazione può essere accertata, ma la gestione della “multa” non ricade su di lui come avverrebbe per un adulto.
Multe ai minorenni: chi paga davvero e perché
Nella pratica, quando un minorenne commette un’infrazione stradale, la contestazione economica viene di solito “spostata” su chi ha responsabilità di vigilanza, come genitori o tutori (a seconda dei casi). L’idea è semplice: il minore non è destinatario della sanzione amministrativa pecuniaria, ma l’ordinamento prevede comunque un modo per rendere effettiva la tutela delle regole, coinvolgendo l’adulto responsabile.
Se poi l’infrazione è collegata a un veicolo (per esempio uno scooter o un’auto) entra in gioco anche un altro principio importante del Codice della Strada: per molte violazioni, il proprietario del veicolo può essere obbligato in solido al pagamento. È il contenuto dell’art. 196 del Codice della Strada (principio di solidarietà), che disciplina la responsabilità del proprietario e di altri soggetti collegati al veicolo.
In parole semplici: sulle multe ai minorenni, spesso “risponde” l’adulto, e se c’è un mezzo intestato a qualcuno, quel qualcuno può essere chiamato in causa secondo le regole della responsabilità solidale.
Chi risponde quando l’infrazione è commessa da un minorenne
In genere, la responsabilità economica ricade sui genitori (o sul tutore). Il riferimento è l’art. 2048 del Codice Civile, secondo cui i genitori rispondono per la mancata vigilanza e per l’educazione del minore (la cosiddetta culpa in vigilando e culpa in educando), perché hanno il dovere di sorvegliarlo e guidarlo nel rispetto delle regole.
Per questo motivo, anche il verbale viene di norma compilato indicando sia il minorenne come autore materiale dell’infrazione, sia il genitore o tutore come soggetto chiamato a rispondere sul piano economico.
Multe ai minorenni in breve
Riassumendo, se un minorenne viene sorpreso alla guida, in genere non viene sanzionato direttamente: le conseguenze economiche e amministrative ricadono sui genitori (o su chi ne fa le veci) per omessa vigilanza.
In questi casi si può arrivare a una multa molto elevata per guida senza patente, a cui può aggiungersi un’ulteriore sanzione per i genitori legata all’incauto affidamento del veicolo, oltre al fermo amministrativo del mezzo per alcuni mesi.
Se l’episodio si ripete, la situazione può aggravarsi fino a profili penali in caso di recidiva.
E come viene notificato il provvedimento?
Anche la notifica segue questa logica: il verbale non deve essere intestato al minore, ma indirizzato ai genitori/tutori e inviato alla loro residenza (o consegnato se presenti al controllo) entro i termini previsti; inoltre, i genitori possono contestare la sanzione se riescono a dimostrare che, pur avendo esercitato una vigilanza adeguata, non era possibile impedire il fatto.
Sapevi che anche i minorenni possono guidare un’auto? Leggi il nostro articolo sulla Guida accompagnata a 17 anni.