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Guerra Ucraina: embargo delle case automobilistiche contro Mosca

In seguito alle sanzioni nei confronti della Russia, responsabile della guerra all’Ucraina, le case automobilistiche europee si preparano a effetti economici devastanti.

La guerra ha già fatto aumentare il prezzo del petrolio, schizzato a 100 dollari al barile: cosa che non accadeva da ben 8 anni.

Inoltre, sono aumentati i prezzi dell’alluminio e del palladio, peraltro estratto per circa il 40% proprio in Russia. Le società di analisi Jd Power e LMC automotive stimano che a causa del conflitto in Ucraina è a rischio la ripresa delle vendite del settore automobilistico messo già a dura prova dalla crisi dei chip.

Vediamo nel dettaglio l’impatto della guerra sulle maggiori case automobilistiche.

La Leoni, azienda produttrice di sistemi di cablaggio per le case automobilistiche europee, la scorsa settimana ha chiuso i suoi due stabilimenti in Ucraina, mandando a casa circa 7mila persone.

Volkswagen ha fatto sapere che costruirà una task force per valutare le conseguenze del conflitto sulla produzione e ha già chiuso per un periodo, si spera limitato, gli stabilimenti di Dresda e Zwickau, fondamentali nella produzione di cablaggi elettrici. Peraltro, in Ucraina vengono costruite le auto elettriche di Volkswagen.

La Volvo, in seguito alle sanzioni Ue e degli Stati Uniti alla Russia, ha bloccato la vendita dei propri modelli verso Mosca.

Il conflitto in Ucraina ha ripercussioni anche sull’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi sia perché il mercato russo rappresenta una grande fetta delle vendite dei modelli auto, sia perché Renault controlla AvtoVaz, il produttore del marchio Lada.

Inoltre, il gruppo francese in Russia possiede anche due stabilimenti in cui produce la Lada Niva.

Stessa situazione per Mercedes, che recentemente ha inaugurato, proprio alla presenza di Putin, lo stabilimento da 1000 dipendenti dove nascono la Classe E e il GLE.

La cittadina di Kaluga ospita molti impianti per la costruzione di veicoli e componentistica, come i pneumatici della Continental e Magna.

Infatti, anche il produttore di pneumatici Nokian ha spostato la produzione dalla Russia alla Finlandia e Stati Uniti.

L’embargo delle case automobilistiche sembrerebbe espandersi, mettendo in discussione il sistema delle vendite a livello globale. Tu cosa ne pensi?