Sicurezza stradale

Dekra 2022: neopatentati ancora troppo imprudenti

Dal 2008, DEKRA, una delle più importanti realtà tedesche nel settore delle revisioni e test a livello automobilistico, stila il Rapporto europeo sulla sicurezza stradale.

La sicurezza stradale è un valore da preservare e in questo è chiaro il ruolo delle autoscuole nel trasmettere l’importanza delle regole del Codice della Strada.
La diminuzione degli incidenti stradali in Italia non deve far abbassare la guardia, fermo restando che oggi gli incidenti stradali in auto o moto restano la maggiore causa di morte tra i giovanissimi, con età inferiore ai 29 anni.

I dati del Rapporto Dekra 2022


Secondo i dati riportati dal consueto rapporto annuale di Dekra, gli incidenti stradali tra gennaio e giugno 2022 (rispetto allo stesso periodo del 2021) sono stati 81437, con il +24,7% di persone con lesioni, +25,7% di feriti e un +15% circa di vittime stradali.

Risultati, diciamo, non proprio confortanti, ma che indicano la strada da seguire, cioè quella di responsabilizzare la fascia d’età 18-29 sui rischi insiti sulla strada e sul fatto che comportamenti considerati di poco rilievo, in realtà sono davvero pericolosi!

Prendere un oggetto in auto mentre si sta guidando, per esempio, aumenta di 7 volte il rischio di avere incidenti.
I fattori nocivi alla guida per i nostri giovani sono il consumo di alcol e droga, l’utilizzo dello smartphone e la scarsa esperienza, laddove, invece, soprattutto un neopatentato è convinto di sapere guidare e anche bene!

Il rapporto sulla sicurezza stradale ci dice che in Europa circa il 64% degli incidenti tra i ragazzi ha come conseguenza la morte del guidatore o del passeggero.
Sicuramente le nuove vetture, tecnologiche e dotate dei sistemi ADAS sono più sicure, ma Dekra sottolinea come i giovani non siano adeguatamente informati.

Investire in prevenzione formazione


Bisogna investire in prevenzione e mantenere, seppur rimodulare, l’aspetto repressivo, che comunque funziona da deterrente.

Nonostante i neopatentati sembrino essere l’anello debole della sicurezza stradale, i dati ci dicono anche che, soprattutto nelle aree urbane, prediligono usare mezzi alternativi all’auto, quali biciclette, scooter elettrici o autobus e trasporto pubblico locale.

Per raggiungere obiettivi come la Vision zero, c’è bisogno del coinvolgimento di tutti, dalle autoscuole, alle famiglie, alle scuole, solo così potremmo formare utenti sulla strada ragionevoli e consapevoli.