Attualità & Curiosità
Bocciato 128 volte all’esame della patente: la storia vera del candidato più perseverante del Regno Unito
Ci sono storie che sembrano inventate per finire dritte sui social. Questa, invece, è vera. E forse proprio per questo fa ancora più effetto.
Nel Regno Unito un candidato ha sostenuto l’esame teorico della patente per 128 volte senza riuscire a superarlo. Centoventotto. Che, tradotto in termini pratici, significa: più tentativi di quanti molti di noi abbiano fatto con la dieta del lunedì, con la palestra a gennaio o con il proposito di non controllare il telefono appena svegli.
La notizia arriva dai dati diffusi da AA Driving School, ottenuti attraverso una richiesta di accesso alle informazioni alla Driver and Vehicle Standards Agency, l’ente britannico che gestisce gli esami di guida. Ogni tentativo di teoria costa 23 sterline: il totale, quindi, arriva a 2.944 sterline. Quasi tremila sterline solo per provare a superare il test teorico, quello che nel sistema britannico è necessario superare prima di poter prenotare l’esame pratico.
Nel report viene citato anche un altro caso piuttosto significativo: un candidato che è riuscito finalmente a superare la teoria al 75° tentativo. In confronto, chi è stato bocciato una volta sola può quasi sentirsi uno studente modello.
Un caso estremo, ma non così fuori dal mondo
A prima vista, 128 bocciature sembrano una cosa da Guinness dei primati della sfortuna. E in effetti siamo davanti a un caso limite. Però, se si guardano i dati ufficiali della DVSA, il contesto britannico racconta una cosa molto chiara: superare l’esame della patente non è affatto una formalità.
Nel periodo aprile 2024-marzo 2025, in Gran Bretagna sono stati sostenuti circa 2,8 milioni di esami teorici per la patente auto, con un tasso di promozione del 44,9%. Significa che più della metà delle prove teoriche non si è conclusa con un esito positivo.
Anche l’esame pratico non è esattamente una passeggiata con la freccia messa correttamente. Nello stesso periodo sono stati svolti oltre 1,8 milioni di esami di guida, con un tasso di successo del 48,7%. In pratica, anche quando si arriva al volante con l’esaminatore accanto, quasi una prova su due non porta alla patente.
Questo non vuol dire che fallire 128 volte sia normale. Non lo è. Ma aiuta a leggere meglio la notizia: il candidato dei 128 tentativi non è una leggenda metropolitana, bensì il caso più estremo dentro un sistema molto selettivo, dove teoria, pratica, preparazione e gestione dell’ansia pesano davvero.
E in Italia? Anche qui la teoria non perdona
La tentazione potrebbe essere quella di guardare la notizia britannica con un sorriso e pensare: “Vabbè, cose da inglesi”. Ma anche in Italia i dati raccontano che l’esame teorico della patente è diventato uno degli scogli principali per chi vuole mettersi alla guida.
Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativi al 2025, quasi il 40% dei candidati viene bocciato alla prova teorica. Più precisamente, i respinti alla teoria sono il 38,04%, pari a 454.930 persone. Gli idonei sono invece il 61,96%, pari a 740.936 candidati.
Tradotto: in Italia più di un candidato su tre si ferma davanti ai quiz.
Non davanti a una rotonda complicata, non davanti a un parcheggio in salita, non davanti all’esaminatore con lo sguardo da finale di Champions. Si ferma prima, alla teoria.
La pratica, invece, registra percentuali migliori: nel 2025 gli idonei alla guida arrivano all’85,40%, mentre i respinti sono il 14,60%. Il vero filtro, quindi, sembra essere soprattutto il questionario. E questo dovrebbe far riflettere chi pensa che “tanto la teoria si fa in due giorni”.
Perché si viene bocciati alla teoria?
Le cause possono essere diverse.
C’è chi sottovaluta la teoria, pensando che basti un po’ di buon senso. Ma il buon senso, da solo, non sempre basta a ricordare distanze di sicurezza, segnali, precedenze, limiti, comportamenti in caso di pericolo e tutte quelle domande che sembrano scritte apposta per farti dubitare anche del significato di “incrocio”.
C’è poi l’ansia. L’esame, anche quando è teorico, resta pur sempre un esame. E quando un candidato arriva già teso, magari dopo un tentativo andato male, può sbagliare anche risposte che a casa avrebbe fatto senza problemi.
Infine, c’è un aspetto spesso dimenticato: la patente non serve solo a “saper guidare”. Serve a dimostrare di conoscere le regole della strada. E le regole della strada non sono burocrazia inutile: sono ciò che permette a milioni di persone di muoversi ogni giorno senza trasformare ogni incrocio in una scena d’azione.
La lezione dei 128 tentativi
La storia del candidato britannico fa sorridere, certo.
Ma dietro l’ironia c’è un messaggio molto semplice: la patente non si improvvisa.
Non basta presentarsi all’esame sperando che escano le domande facili. Non basta aver visto guidare parenti, amici o istruttori.
E no, non basta neanche dire “io la macchina la so portare”, perché l’esame teorico arriva prima proprio per verificare se quella macchina la si saprà portare rispettando regole, segnali, limiti e sicurezza.
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