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Donne e Formula1: ma quale pericolo costante?!

Da Lella Lombardi a Maria Teresa De Filippis, ecco le donne che guidano bene, tanto da correre in Formula1.
Prima però parliamo del detto popolare più ricorrente, secondo il quale una donna alla guida sarebbe un’incapace.

Ti sei mai chiesto perché si dice: “donna al volante, pericolo costante?”
L’origine di questo modo di dire risiede nell’immaginario collettivo, che vuole le donne incapaci di destreggiarsi nel traffico o nelle manovre di un parcheggio, mentre gli uomini sarebbero più portati per tutto ciò che concerne la guida.
Una ricerca inglese ci dice che le donne impiegano più ore nel prendere la patente (non è una regola!) e incontrano, come anticipato, più difficoltà nel fare i parcheggi.
Probabilmente l’origine del malinteso risiede nel nostro cervello e nell’attitudine più pratica del sesso maschile.
Se è vero, però, che il gentil sesso impiega più tempo a fare un parcheggio, è vero anche che gli uomini sfidano di più le regole del Codice della Strada, pigiando il piede sull’acceleratore.

La prudenza della donna alla guida è sempre secondo i ricercatori britannici un fatto di ormoni, eh sì, perché la maggiore quantità di estrogeni presenti nel corpo femminile influenzerebbe positivamente l’attività dei lobi frontali e della zona del nostro cervello predisposta al rispetto delle regole, all’attenzione e ai riflessi. Il testosterone maschile, invece, incide sulla guida, rendendo l’uomo più spericolato.

Un motto, quello della donna al volante, che poco a che a che fare con le statistiche sugli incidenti e sulla storia della Formula1 in Italia.

La Formula1 e le donne: una storia lunga decenni

Mai sentito parlare di Maria Teresa De Filippis? Maria Teresa corre nel neonato campionato di Formula 1 ed è la prima donna a qualificarsi sul circuito di Montecarlo nel 1958, la chiamano Pilotino, ma lei è già avvezza alla guida spericolata avendo partecipato alla Targa Florio in Sicilia per ben tre edizioni e due volte alla Millemiglia.

Sua collega di avventure e di pregiudizio, Ada Pace inizia a farsi notare correndo su una vespa negli anni Quaranta, in netta opposizione alla mentalità dell’epoca, per la quale una donna nubile non doveva di certo partecipare a gare tra meccanici e piloti uomini.
Nel 1951 vince la prima gara automobilistica, i suoi colleghi si rifiutano di condividere il podio con lei e Ada di tutta risposta si fa scrivere sul retro della vettura sayonara.

Passiamo ai ruggenti anni ’70 e a Maria Grazia detta Lella Lombardi. Lella corre da quando è una ragazzina e per arrivare a pilotare nella massima competizione ha scalato tutte le categorie minori, senza sconti! Corre per la Williams e per la March del Team Lavazza ed è la prima donna a concludere un circuito mondiale piazzandosi in zona punti.
La sua passione per i motori è talmente forte che apre lei stessa una scuderia, la Lombardi Autosport.

Giovanna Amati figlia del grande produttore e imprenditore cinematografico Giovanni Amati non ha di sicuro bisogno di presentazioni.
Eppure, la sua passione per la guida spericolata l’ha portata a guidare in Formula1 e a essere ricordata come l’ultima donna a comparire nel Circus nel 1992.

Pensi ancora che le donne al volante siano delle imbranate?

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