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Autoscuole e sicurezza stradale: un appello per rivedere le pratiche formative e ridurre gli incidenti

Le strade italiane sono pericolose e il ruolo delle autoscuole appare centrale per la sicurezza di tutti, e in particolare di ciclisti e pedoni.

In Italia, la sicurezza stradale per i ciclisti e i pedoni è diventata un tema cruciale, evidenziato dai dati allarmanti presentati nel report dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale (ASAPS) – Sapidata.
Dal principio del 2023 fino al 27 agosto, si è registrato il tragico bilancio di 125 persone decedute in incidenti stradali mentre si spostavano su una bicicletta. Di queste vittime, 108 erano uomini e 17 donne, una cifra che richiede azioni immediate e decisive per garantire una maggiore sicurezza sulle strade italiane.

Il ruolo delle autoscuole nella sicurezza stradale

Le scuole guida e il processo per ottenere la patente rivestono un ruolo vitale nel plasmare una cultura stradale consapevole e sicura.
Tuttavia, le attuali disposizioni sembrano limitare questa potenziale contribuzione.

La patente, una volta considerata una testimonianza di competenza e responsabilità, rischia di trasformarsi in un mero prodotto commerciale.
Negli ultimi anni, complici i tentativi di semplificazione e alleggerimento della mole del lavoro per gli uffici della Motorizzazione, sono cambiate molte cose: per esempio, il numero di quiz dell’esame teorico per la patente B è stato ridotto, passando da quaranta a soli trenta quesiti.

Questa semplificazione ha sollevato dubbi sulla preparazione e sulla conoscenza delle regole stradali dei nuovi conducenti.

Gli esperti del settore autoscuole affermano che “i test sono sempre più semplici“, alimentando l’idea che la patente sia un diritto, piuttosto che un privilegio, o meglio dovere, guadagnato attraverso un adeguato apprendimento delle norme stradali.

Un’ulteriore critica riguarda le ore minime obbligatorie per la pratica di guida, ridotte nel corso del tempo a soli sei ore, poiché un periodo di formazione così breve non permette ai giovani conducenti di acquisire una consapevolezza completa della guida al di là delle semplici manovre meccaniche.

Potremmo parlare anche della novità introdotta a settembre 2023, cioè la possibilità per chi ha già una patente A per la moto, di passare alla categoria superiore senza sostenere l’esame, ma semplicemente con un corso in autoscuola.

Gli addetti del settore sono divisi tra chi pensa che sia un’opportunità valida, chi ritiene che si verificherà un aumento dei costi e chi pensa che questa eccessiva semplificazione sia deleteria.

Una richiesta di azioni concrete

La situazione attuale richiede un’immediata revisione delle normative per garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Aumentare il livello di preparazione teorica e pratica attraverso un esame più approfondito e un numero adeguato di ore di formazione potrebbe essere un passo fondamentale verso la riduzione degli incidenti stradali.

Inoltre, una maggiore sensibilizzazione riguardo alla coesistenza armoniosa tra automobilisti, ciclisti e pedoni dovrebbe essere parte integrante dell’educazione stradale. Campagne informative e programmi educativi possono contribuire a promuovere il rispetto reciproco e la consapevolezza delle esigenze di ciascun tipo di utente della strada.

La sicurezza stradale è un impegno collettivo che richiede l’attenzione e la partecipazione di tutti, scuola, autoscuola e istituzioni.
Investire nella formazione adeguata dei futuri conducenti non solo ridurrebbe il numero di incidenti stradali ma contribuirebbe anche a creare una cultura stradale più consapevole e rispettosa.

È fondamentale agire ora per garantire un futuro più sicuro e armonioso sulle strade italiane, dove pedoni, ciclisti e automobilisti possano condividere lo spazio in modo responsabile e sicuro.

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