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Caro carburante, le vacanze in auto diventano sempre più costose

Brutte notizie per chi sta preparando le valigie e ha scelto l’auto per partire. Proprio nel pieno dell’estate, i prezzi dei carburanti sono tornati a salire, con la benzina che in Italia si avvicina sempre di più alla soglia psicologica dei 2 euro al litro.

La media nazionale della benzina self service ha raggiunto circa 1,98 euro al litro, mentre in autostrada si superano già i 2,06 euro. A Milano, in alcuni distributori, sono stati registrati prezzi ancora più alti, fino a oltre 2,60 euro al litro. Si tratta di casi limite, ma danno comunque l’idea di una situazione che sta diventando sempre più pesante per gli automobilisti.

Il problema è che gli aumenti arrivano proprio nel periodo dell’anno in cui si viaggia di più. Tra pieno, pedaggi, parcheggi e altre spese, una vacanza in auto rischia di costare molto più del previsto. Anche pochi centesimi in più al litro, su un viaggio lungo, possono trasformarsi in diverse decine di euro.

A spingere i prezzi verso l’alto sono soprattutto l’aumento delle quotazioni del petrolio, le tensioni internazionali e la fine dello sconto temporaneo sulle accise.
Una parte importante del prezzo pagato alla pompa continua infatti a essere composta da tasse e imposte.

Caro carburante: la differenza con la Spagna e la Slovenia

Guardando agli altri Paesi europei, la differenza si nota ancora di più.
In Spagna, ad esempio, la benzina costa mediamente circa 1,58 euro al litro. Prezzi simili si trovano anche in Slovenia, dove la media resta intorno a 1,59 euro. Per un pieno da 50 litri significa spendere circa 16 euro in meno rispetto all’Italia.

Una differenza non da poco, soprattutto per una famiglia che durante le vacanze deve fare più rifornimenti. Chi viaggia verso la Spagna o attraversa la Slovenia potrebbe quindi trovare conveniente fare il pieno oltreconfine.

Nel frattempo, agli automobilisti italiani non resta che confrontare i prezzi, evitare quando possibile le stazioni di servizio in autostrada e programmare con attenzione i rifornimenti.
Il caro carburante, però, resta un problema concreto: nell’estate 2026 partire in auto rischia di diventare un piccolo lusso.

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