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Nuovo Codice della Strada 2026: cosa cambia davvero e cosa è solo una proposta
Patente a 17 anni, sorpasso a destra in autostrada, multe «proporzionate»: se negli ultimi mesi hai letto queste parole, ti sarai chiesto se il nuovo Codice della Strada 2026 sia già in vigore. La risposta è no.
Oggi valgono le regole che conosci, aggiornate dalla legge 177 del 2024. Quello di cui si discute è una riscrittura completa del Codice, preparata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
Il 14 ottobre 2026 è una data chiave. Vediamo cosa è già certo, cosa è soltanto una proposta e cosa cambia per te nel frattempo.
Il nuovo Codice della Strada 2026 è già in vigore?
No, ed è la prima cosa da chiarire: si tratta di una proposta in fase di lavoro, non di una norma. L’8 agosto 2026 il MIT ha comunicato di aver inviato i materiali del nuovo Codice a oltre cento operatori e associazioni di settore, per completare la consultazione. Lo trovi nel comunicato ufficiale del Ministero, che presenta le misure come materiali di lavoro, in gran parte «allo studio».
Secondo la stampa specializzata, la consultazione si è chiusa il 13 settembre. Adesso il testo deve essere approvato dal Governo, dopo i pareri di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e Commissioni parlamentari.
Perché tutti parlano del 14 ottobre?
Perché è la scadenza della delega con cui il Parlamento ha affidato al Governo il compito di riordinare il Codice.
La delega è nell’articolo 35 della legge 177 del 2024 e dava in origine dodici mesi di tempo. La legge 171 del 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 1° ottobre ed entrata in vigore il 2 ottobre, ha portato il termine a ventidue mesi dall’entrata in vigore della legge 177 (14 dicembre 2024), cioè fino al 14 ottobre 2026.
Ha anche precisato che il riordino può avvenire scrivendo un nuovo codice.
Il 14 ottobre, però, il nuovo Codice non diventa legge. Secondo le ricostruzioni di stampa, in quella data il testo dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri per l’esame preliminare. Poi il percorso prevede questi passaggi:
- il parere del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata (l’organismo in cui si incontrano Stato, Regioni ed enti locali), da dare entro 30 giorni dalla trasmissione del testo;
- il parere delle Commissioni parlamentari, entro 90 giorni dalla trasmissione;
- uno slittamento di 150 giorni del termine della delega, se la scadenza del parere parlamentare cade nei 40 giorni che precedono il 14 ottobre o dopo.
Con questi tempi, le stime riportate dalla stampa, anche riferite a fonti del Ministero, indicano un Codice pronto tra febbraio e marzo 2027. Fino ad allora questa riforma non cambia nulla per chi guida.
Cosa prevede la bozza del MIT?
Il comunicato dell’8 agosto elenca le linee principali. Ricorda che sono tutte ipotesi, non regole:
- Veicoli senza assicurazione: controlli più forti con le banche dati della Motorizzazione e un «divieto di marcia digitale». Se non regolarizzi, al primo controllo su strada può scattare direttamente il sequestro.
- Multe: più semplici e proporzionate alla gravità della violazione, con lo stop all’aumento automatico legato all’inflazione e meno rincari in caso di pagamento difforme, cioè non corrispondente all’importo dovuto. Della nuova tabella delle sanzioni inviata dal MIT a settembre abbiamo già scritto qui.
- Notifica dei verbali: per le infrazioni accertate da remoto, il termine scenderebbe da 90 a 30 giorni.
- Proventi delle multe: il 70% all’ente proprietario della strada, da reinvestire in sicurezza, e il 30% all’ente che accerta la violazione.
- Motociclisti e cicli a propulsione: in caso di incidenti o forti rallentamenti, i motociclisti potrebbero usare la corsia di emergenza in autostrada, lasciando sempre libero il passaggio ai soccorsi. Per i cicli a propulsione, usati anche per le consegne a domicilio, è allo studio l’obbligo di casco e contrassegno.
Il sorpasso a destra in autostrada ci sarà davvero?
Per ora è solo un’idea. Il MIT scrive che è «allo studio» la circolazione per file parallele su autostrade e superstrade a tre corsie, con la possibilità di superare a destra. Oggi, di regola, si supera a sinistra: se la proposta passasse, dovresti abituarti a guardare con più attenzione anche l’altro specchietto. Sul punto non esiste ancora un testo definitivo da giudicare.
Patente a 17 anni: cosa c’è di vero?
Oggi in Italia la patente B si prende a 18 anni. Il comunicato del MIT cita la patente a 17 anni tra le novità del nuovo Codice, ma non ne spiega i dettagli. Il punto di partenza è europeo: la direttiva (UE) 2025/2205 prevede che gli Stati rilascino la patente B ai diciassettenni, che però fino ai 18 anni possono guidare solo accompagnati.
L’accompagnatore deve avere almeno 24 anni, una patente della categoria giusta da oltre cinque anni e nessuna interdizione alla guida negli ultimi cinque anni. Deve sedere sul sedile anteriore accanto al guidatore e poterlo guidare con le sue indicazioni. L’Italia ha tre anni dall’entrata in vigore della direttiva per adottare e applicare questa regola, quindi entro il 26 novembre 2028. Secondo le anticipazioni della stampa, la bozza porterebbe la patente B a 17 anni, con guida accompagnata fino ai 18 come prevede la direttiva, e anticiperebbe a 16 anni la guida accompagnata oggi possibile a 17 per chi ha già la patente A1 o B1.
I dettagli non sono ufficiali e, sempre secondo la stampa, il MIT non esclude di ritirare la proposta. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo sulla patente B a 17 anni.
Cosa cambia per te adesso?
Niente. Finché il nuovo Codice non sarà approvato e pubblicato, restano valide le regole attuali. Se hai preso la patente da poco, per esempio, valgono ancora i limiti di potenza e di velocità che trovi nella nostra guida sui neopatentati nel 2026.
La regola pratica è quella di sempre: prima di fidarti di un titolo, controlla se parla di una norma in vigore o di una proposta.
E tu, il sorpasso a destra in autostrada lo vorresti davvero? Continua a seguire Autoscuole nel Web.


















