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Manutenzione auto elettriche: ecco cosa sapere

Se segui questa pagina, sai che spesso ci siamo trovati a parlare di mobilità sostenibile, ma oggi vogliamo approfondire il discorso manutenzione auto elettriche.

I vantaggi dell’elettrico sono notevoli: la diminuzione delle emissioni di gas nocivi, la silenziosità, la guida fluida e sicuramente il fatto che richieda interventi di manutenzione più limitati rispetto alle auto a diesel.

Costi manutenzione auto elettrica

Il motore di un’auto elettrica è costituito da rotore, statore e involucro esterno, quindi le parti soggette a usura sono inferiori rispetto alle auto tradizionali.

Inoltre, nelle auto elettriche i freni tendono a consumarsi meno, grazie al recupero di energia in decelerazione con il sistema “one pedal”.

I dati dimostrano come per alcuni modelli si arriva a un risparmio del 75% sulla manutenzione ordinaria per i primi 6 anni.
I controlli sui veicoli elettrici sono concentrati sugli ammortizzatori, i freni e i pneumatici e i tagliandi prevedono la sostituzione del liquido dei freni o quello del clima.
Il costo manutenzione è maggiore per le auto a  combustione interna, perché come abbiamo visto qui, spesso nel corso del tagliando vengono sostituiti elementi come la cinghia di distribuzione, già di per sé cari.

Questo non vuol dire che i veicoli elettrici siano esenti da manutenzione ordinaria, anzi!

Manutenzione batteria: quanto dura?

La batteria risulta la componente che più incide sul costo del tagliando dell’auto elettrica.
La procedura per controllare il liquido di raffreddamento è molto delicata, a causa della tensione generata dal sistema.
Per questo è richiesta una professionalità specifica.
Inoltre, le officine devono essere organizzate con carrelli adatti per trasportare il pacco batteria e spesso mancano di aree dedicate alla lavorazione.

Di norma una batteria dura circa 8 anni, più o meno quanto l’auto, tenendo presente che ogni ricarica incide negativamente sulla capacità della batteria.

Il problema dello smaltimento, poi, è reale e deve essere trovata una soluzione.

In conclusione, nei primi anni di vita la manutenzione auto elettriche ha costi davvero bassi, anche perché i km percorsi rispetto alle auto a benzina o diesel sono inferiori.

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I veicoli elettrici inquinano?

Veicoli elettrici, c’è un feticcio più osannato negli ultimi anni? Ma quando parliamo di veicoli a emissioni zero, parliamo delle realtà?

La diffusione dei veicoli elettrici ha numerosi vantaggi:

  • il miglioramento della qualità dell’aria e della salute delle persone, con una netta diminuzione delle emissioni di gas di scarico, come ossido di azoto e particolato.
  • diminuzione dell’inquinamento acustico
  • le batterie al litio sono meno nocive di quelle al piombo
  • meno emissioni di co2 rispetto alle auto a combustione interna.
  • abbattimento dei costi economici della guida

L’obiettivo della Ue è quello di ridurre del 90% il gas serra proveniente dal comparto trasporti entro il 2050, ecco spiegata la lotta alle auto a benzina o diesel e la diffusione di incentivi statali a favori dell’elettrico.


Allora sono davvero la manna dal cielo per un futuro 100% sostenibile? Vediamo insieme gli aspetti negativi delle auto elettriche (se ci sono!).

Il problema dello smaltimento delle batterie dei veicoli elettrici



Possiamo affermare che l’autoveicolo elettrico inquina pochissimo a livello di utilizzo, molto a livello di produzione.
In che senso?
Due sono i problemi sui quali si concentra il dibattito: lo smaltimento delle batterie e la produzione di energia elettrica.
Qualcuno arriva addirittura a parlare di bluff delle auto elettriche, ma crediamo sia un’esagerazione!

La fabbricazione delle batterie risulta essere inquinante per i terreni (detti terre rare) dai quali sono estratti i materiali necessari alla costruzione e dannosa per la salute delle persone che vivono in quei luoghi.
Inoltre, il lidio e il cobalto sono materie prime a rischio estinzione e questo richiede proposte concrete anche dalle stesse case automobilistiche.

Cosa fare delle batterie a fine ciclo?

Altra riflessione riguarda lo smaltimento delle batterie a fine ciclo con il riciclaggio industriale e il recupero delle materie prime e la possibilità di utilizzare le batterie in modalità “second life”.

Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica necessaria ad alimentare il parco veicoli in espansione, è difficile fare un’analisi generale, perché non tutti vivono la situazione del Giappone, così come l’ha descritta l’Ad di Toyota.

In conclusione l’auto elettrica è una reale opportunità per il futuro del pianeta, è certo, che ci sono questioni da risolvere nelle fasi di produzione e smaltimento

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Le 5 auto elettriche più vendute al mondo
Auto elettriche e ibride: quale scegliere?

CO2: stop entro il 2035

Il pacchetto Fit for 55 è tra le misure presentate dalla Commissione Europea lo scorso 14 novembre e prevede che dal 2035 non potranno essere più vendute auto a benzina con emissioni di CO2.
Il discorso vale sia per le auto a benzina o diesel sia per le auto con emissioni di CO2 allo scarico, come ibride o ibride plug-in.
Le auto in circolazione non potranno emettere biossido di carbonio e il compito dei vari paesi è quello di istallare punti di ricarica ogni 60 km per le auto elettriche e ogni 150 per le auto a idrogeno.

L’obiettivo, molto ambizioso, è di ridurre il 55% delle emissioni CO2 entrò il 2030 e arrivare alla neutralità climatica entro il 2050.
L’Italia ha intenzione di proporre una revisione del pacchetto alla Commissione, soprattutto riguardo allo stop delle auto a benzina.
Infatti il Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti ha spiegato come nel guardare al futuro sostenibile dobbiamo considerare la vocazione industriale italiana, quindi nella transizione ecologica è importante tenere conto delle caratteristiche dell’industria automobilistica italiana.

La 500 Red: l’elettrico di casa Fiat

Al Lingotto di Torino va in scena la serie speciale della 500 RED

L’edizione speciale della 500 è frutto della collaborazione tra Fiat e Red, l’organizzazione che lavora contro le emergenze sanitarie globali come il Covid e l’AIDS.
L’acquisto della 500 Red attiva una donazione al fondo globale a sostegno delle comunità più bisognose.

A tenere a battesimo il nuovo modello elettrico era presente anche Bono Vox, leader degli U2 e patron di Red, da sempre impegnato su queste tematiche.

Ma il messaggio della Fiat  e di Vox è più ampio: l’impegno nella lotta alle pandemie soprattutto nei paesi del terzo mondo come l’Africa.
La nuova versione è stata presentata all’inaugurazione di Casa 500 e di Pista 500.
Storia della casa produttrice e futuro sostenibile si intrecciano nella pista trasformata per l’occasione nel più grande giardino sospeso d’Europa a circa 28 metri di altezza.

La serie è disponibile sia per la carrozzeria berlina che cabrio, nella versione 500X e 500L e 500 Hybrid.
L’esterno della vettura è caratterizzato dal colore rosso, ma anche gli interni giocano con l’alternanza del rosso del sedile del guidatore a contrasto con quello dei passeggeri nero.

 L’auto è dotata di un filtro dell’aria efficace al 99,9% contro virus e batteri e al momento dell’acquisto, viene consegnato un Welcome kit con dispenser disinfettante e cover chiavi dedicata.

Inoltre le superfici del volante, i sedili e l’interno hanno subito un trattamento antimicrobico ad azione altamente efficace.

La nuova 500Red elettrica costa 28,800 nella versione berlina e circa 31mila nella versione cabrio.

 

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