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Mobilità elettrica: il 70% delle aziende passa all’elettrico

Secondo una recente ricerca di ALD Automotive Italia, circa il 70% delle nostre aziende sarebbero pronte a passare alla mobilità elettrica.

In linea con il cambiamento culturale e le tendenze a livello globale, le grandi aziende italiane e le PMI sarebbero disposte a riconvertire la propria flotta con veicoli elettrici o plug-in.

I dati sono stati raccolti dall’Osservatorio di ALD Automotive, azienda leader nella mobilità elettrica e noleggio a lungo a termine, basandosi sulle risposte dei propri clienti.

La ricerca ha preso in considerazione le abitudini aziendali presenti e future, i motivi per i quali le aziende vogliono passare all’elettrico e quelli che ostacolano questa decisione.

Infatti, l’indagine indica la sostenibilità, il risparmio economico e le nuove direttive europee tra le motivazioni a favore del passaggio all’elettrico.
Mentre tra le variabili viste come ostacolo, le aziende dichiarano che l’autonomia delle auto elettriche, e quindi i limiti legati alle ricariche, sono il principale fattore scoraggiante, nonostante la new mobility sia destinata a migliorare nel futuro.

La mancanza di infrastrutture, il sistema delle ricariche fanno sì che attualmente le aziende preferiscano noleggiare le auto elettriche.

In conclusione, la ricerca di ALD Automotive dimostra come anche in Italia ci sia maggiore attenzione per l’ambiente e per i temi legati alla sostenibilità.

Leggi qui cosa succede in Norvegia.

Incentivi auto 2022: habemus Dpcm, ora attendiamo solo pubblicazione in Gazzetta

Appena approvati gli incentivi auto 2022 per l’acquisto di veicoli commerciali e non, motocicli e ciclomotori con o senza rottamazione.

Finalmente ieri 7 aprile, il Presidente del Consiglio ha apposto la sua firma sul nuovo Dpcm con incentivi per il mondo auto.
La misura è resa necessaria dalla crisi che attanaglia il mondo delle vendite auto, aggravata dal covid, dalla mancanza dei chip e ora dalla scarsità della componentistica a causa della guerra in Ucraina.

Il Governo aveva già stanziato a sostegno dell’automotive circa 700milioni di euro per il 2022 e 1 miliardo all’anno fino al 2030.
Vediamo ora cosa cambia con gli incentivi auto 2022.

Come verranno distribuiti gli incentivi auto 2022?

Innanzitutto nei prossimi tre anni, sono stanziati 650 milioni di euro a favore del settore automobilistico. Favoriti gli acquisti di auto elettriche o plug-in.

  • Vetture con emissioni tra 0 e 20 g/km di Co2, cioè le auto elettriche.
    In questo caso il bonus è di 3mila euro, 5mila con la rottamazione.
    Attenzione, le auto non devono costare più di 35mila euro + IVA (compresi gli optional).
  • Vetture plug-in, che rientrano nella fascia di emissione tra 21 e 60 g/km di Co2, il contributo previsto è di 2mila euro, 4mila per la rottamazione. Anche in questo caso c’è un limite di prezzo, fissato a 45mila euro.
  • Gli incentivi 2022 riguardano anche le vetture che rientrano nella fascia 61-135 g/Km, per le quali sono previsti rimborsi di 2mila euro.

Importante: la rottamazione è ammessa solo per le auto di classe inferiore a Euro 5 e di proprietà da almeno 12 mesi.

Inoltre, il bonus è concesso alle persone fisiche, solo una piccola parte degli euro stanziati sono destinati alle società di car sharing.

Il nuovo Dpcm incentivi auto 2022 offre sostegno anche alle piccole e medie imprese dell’autotrasporto e infine, anche per ciclomotori e motocicli elettrici e ibridi o termici.

Infatti, per l’acquisto di motocicli elettrici e ibridi è concesso un contributo del 30% sul prezzo di acquisto, fino a un massimo di 3mila euro; se, rottamato un veicolo di classe da Euro 0 a Euro 3, il contributo sale al 40%.
Invece per i ciclomotori e motocicli termici nuovi, gli incentivi 2022 prevedono uno sconto pari al 5% del venditore e un contributo del 40%, fino a un max di 2500 euro con rottamazione.


Il provvedimento entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Scopri qui perché conviene acquistare auto elettriche.

Manutenzione auto elettriche: ecco cosa sapere

Se segui questa pagina, sai che spesso ci siamo trovati a parlare di mobilità sostenibile, ma oggi vogliamo approfondire il discorso manutenzione auto elettriche.

I vantaggi dell’elettrico sono notevoli: la diminuzione delle emissioni di gas nocivi, la silenziosità, la guida fluida e sicuramente il fatto che richieda interventi di manutenzione più limitati rispetto alle auto a diesel.

Costi manutenzione auto elettrica

Il motore di un’auto elettrica è costituito da rotore, statore e involucro esterno, quindi le parti soggette a usura sono inferiori rispetto alle auto tradizionali.

Inoltre, nelle auto elettriche i freni tendono a consumarsi meno, grazie al recupero di energia in decelerazione con il sistema “one pedal”.

I dati dimostrano come per alcuni modelli si arriva a un risparmio del 75% sulla manutenzione ordinaria per i primi 6 anni.
I controlli sui veicoli elettrici sono concentrati sugli ammortizzatori, i freni e i pneumatici e i tagliandi prevedono la sostituzione del liquido dei freni o quello del clima.
Il costo manutenzione è maggiore per le auto a  combustione interna, perché come abbiamo visto qui, spesso nel corso del tagliando vengono sostituiti elementi come la cinghia di distribuzione, già di per sé cari.

Questo non vuol dire che i veicoli elettrici siano esenti da manutenzione ordinaria, anzi!

Manutenzione batteria: quanto dura?

La batteria risulta la componente che più incide sul costo del tagliando dell’auto elettrica.
La procedura per controllare il liquido di raffreddamento è molto delicata, a causa della tensione generata dal sistema.
Per questo è richiesta una professionalità specifica.
Inoltre, le officine devono essere organizzate con carrelli adatti per trasportare il pacco batteria e spesso mancano di aree dedicate alla lavorazione.

Di norma una batteria dura circa 8 anni, più o meno quanto l’auto, tenendo presente che ogni ricarica incide negativamente sulla capacità della batteria.

Il problema dello smaltimento, poi, è reale e deve essere trovata una soluzione.

In conclusione, nei primi anni di vita la manutenzione auto elettriche ha costi davvero bassi, anche perché i km percorsi rispetto alle auto a benzina o diesel sono inferiori.

Se vuoi approfondire il discorso sulle manutenzioni auto, clicca qui.

Macchine elettriche: in Norvegia le adorano

La Norvegia anticipa tutti: solo macchine elettriche dal 2022.
L’obiettivo della Ue è quello di limitare la produzione di auto a benzina entro il 2035, ma il governo norvegese fissa il limite all’anno appena entrato.

In Norvegia le auto elettriche sono già usate dalla maggioranza della popolazione e questo a conferma dell’attenzione per la sostenibilità ambientale che i paesi nordici adottano nel proprio stile di vita.

I norvegesi amano le macchine elettriche

La diffusione dell’autoveicolo elettrico in Norvegia, non si traduce nell’immediato smaltimento dei veicoli a combustione interna.
I modelli prodotti dalle case automobilistiche e l’usato vanno smaltiti nei tempi giusti.

I dati del mercato norvegese confermano la virata verso le macchine elettriche infatti, tra gennaio e agosto 2021, tra le 50 auto più vendute, 47 sono a basso impatto ambientale, elettriche, ibride plug-in e ibride.


Nella classifica spiccano tra le prime posizioni la Tesla Model 3, la Toyota Rav4 Prime e la Tiguan Volskwagen.

Il trend è il risultato di uno stile di vita basato su valori come l’economicità, la praticità e la difesa dell’ambiente e politiche governative che già da alcuni anni incentivano la transizione.
Tra le auto elettriche incentivi In Norvegia: chi possiede un’auto elettrica beneficia del 25% in meno sulle tasse e le tariffe per parcheggi e pedaggi sono ridotte del 50%.

Pensi che la strada intrapresa sia realmente la meno inquinante? Faccelo sapere nei commenti.

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