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Fiat premia quelli bravi alla guida con Fiat ecoins

La Fiat tira le somme del progetto Kiri Coin, che premia i conducenti della 500 elettrica con uno stile di guida sostenibile, lanciando Fiat ecoins.

Con KIRI, la Fiat ha lanciato lo scorso anno il progetto, al quale attualmente sono iscritti circa 7300 utenti, circa 1800 in Italia.

Grazie a un’app, che analizza lo stile di guida, l’utente che aderisce al programma riceve un punteggio, in cambio di moneta digitale.

Gli iscritti possono ricevere fino a 150 euro da spendere in premi e convezioni sulla piattaforma di Kiri, la start up che collabora con Fiat.

Per guadagnare Fiat ecoins bisogna adottare uno stile di guida regolare, senza brusche frenate e accelerazioni.
Infatti, un algoritmo registra i dati sul comportamento del guidatore, assegnando un punteggio Eco:Score.
Il risultato varia da zero a 100 punti.
Inoltre, il punteggio Eco:Score informa in tempo reale sul consumo energetico del veicolo.

Oltre alla componente economica, c’è, poi, quella ecologica. Infatti, il progetto ha permesso di risparmiare oltre 1000 tonnellate di Co2.

Il successo dell’iniziativa ha spinto la Fiat ha rilanciare la propria moneta digitale, da Kiri Coin si è passati a Fiat ecoins con tanto di logo.

Scopri i dettagli della Fiat elettrica 500 RED.

Mobilità elettrica: il 70% delle aziende passa all’elettrico

Secondo una recente ricerca di ALD Automotive Italia, circa il 70% delle nostre aziende sarebbero pronte a passare alla mobilità elettrica.

In linea con il cambiamento culturale e le tendenze a livello globale, le grandi aziende italiane e le PMI sarebbero disposte a riconvertire la propria flotta con veicoli elettrici o plug-in.

I dati sono stati raccolti dall’Osservatorio di ALD Automotive, azienda leader nella mobilità elettrica e noleggio a lungo a termine, basandosi sulle risposte dei propri clienti.

La ricerca ha preso in considerazione le abitudini aziendali presenti e future, i motivi per i quali le aziende vogliono passare all’elettrico e quelli che ostacolano questa decisione.

Infatti, l’indagine indica la sostenibilità, il risparmio economico e le nuove direttive europee tra le motivazioni a favore del passaggio all’elettrico.
Mentre tra le variabili viste come ostacolo, le aziende dichiarano che l’autonomia delle auto elettriche, e quindi i limiti legati alle ricariche, sono il principale fattore scoraggiante, nonostante la new mobility sia destinata a migliorare nel futuro.

La mancanza di infrastrutture, il sistema delle ricariche fanno sì che attualmente le aziende preferiscano noleggiare le auto elettriche.

In conclusione, la ricerca di ALD Automotive dimostra come anche in Italia ci sia maggiore attenzione per l’ambiente e per i temi legati alla sostenibilità.

Leggi qui cosa succede in Norvegia.

Bonus revisione auto 2022: come funziona

A maggio 2022 sarà possibile richiedere il bonus revisione anche per chi ha effettuato il controllo da gennaio di quest’anno.

Da novembre 2021 l’importo della revisione auto nei centri autorizzati è maggiorato di 11,87 euro, per effetto dell’aumento della tariffa ministeriale di euro 9,95 al netto dell’IVA al 22% più altre spese accessorie.

In concomitanza con l’aumento, il MIMS ha previsto la possibilità di richiedere il bonus revisione auto con l’erogazione di un buono di 9,95per recuperare almeno in parte il rincaro.

Quindi chi ha sottoposto il proprio veicolo a revisione tra novembre e dicembre 2021, può richiedere il rimborso da gennaio a aprile 2022, mentre per quelli che effettuano revisione nei primi mesi del 2022, la richiesta del bonus è possibile da maggio 2022.

Vediamo ora nel dettaglio che cos’è il bonus e come richiederlo.

Bonus revisione 2022: cos’è

Il bonus veicoli sicuri comunemente detto bonus revisione auto è un provvedimento contenuto nell’art 1 comma 706 della Legge di Bilancio ed è a titolo compensativo per l’aumento del costo della revisione auto a motore.
Il Ministero precisa che: “Il diritto al rimborso viene certificato in seguito alla verifica sulla regolarità della richiesta ed è concesso ai proprietari per un solo veicolo e per una sola volta”.
Il bonus vale tre anni per un solo veicolo alla volta ed è limitato alla disponibilità di risorse messe in campo, circa 4 milioni di euro per ciascun anno. Si calcola che con questa cifra sarebbero coperte circa 400,000 richieste.

Come richiedere il bonus revisione auto?

Il MIMS chiarisce anche le modalità di richiesta del bonus.
Al momento, come anticipato, sono accettate solo le richieste per revisioni effettuate tra novembre e dicembre 2021.
Per presentare la domanda i cittadini possono accreditarsi con:

  • Lo SPID o identità digitale
  • La CIE o carta d’identità elettronica
  • La CNS o la Carta Nazionale dei servizi

I dati sono da inserire nell’apposita sezione del sito del Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili oppure su www.bonusveicolisicuri.it.

Quali sono i dati da inserire nella domanda?

Nella richiesta vanno inseriti la targa del veicolo, che deve essere intestato al richiedente del rimborso o alla società, la data della revisione, l’IBAN per l’accredito, una mail per eventuali comunicazioni.
Viene poi rilasciato un numero di pratica da conservare per assistenza.

Il MIMS avvalendosi della collaborazione della società SOGEI verifica la correttezza dei dati, attraverso il collegamento all’anagrafe tributaria e il centro elaborazione dati.

Dopo il controllo, la CONSAP procede all’erogazione del rimborso.
Quante domande bonus sono già arrivate?

Il Ministero stima che a gennaio 2022 sono stati erogati circa 23mila rimborsi, e da febbraio 2022 le domande presentate sono state circa 41mila.

Ti ricordiamo che la scadenza revisione auto è fissata dopo 4 anni dalla prima immatricolazione e successivamente dopo due.

Manutenzione auto elettriche: ecco cosa sapere

Se segui questa pagina, sai che spesso ci siamo trovati a parlare di mobilità sostenibile, ma oggi vogliamo approfondire il discorso manutenzione auto elettriche.

I vantaggi dell’elettrico sono notevoli: la diminuzione delle emissioni di gas nocivi, la silenziosità, la guida fluida e sicuramente il fatto che richieda interventi di manutenzione più limitati rispetto alle auto a diesel.

Costi manutenzione auto elettrica

Il motore di un’auto elettrica è costituito da rotore, statore e involucro esterno, quindi le parti soggette a usura sono inferiori rispetto alle auto tradizionali.

Inoltre, nelle auto elettriche i freni tendono a consumarsi meno, grazie al recupero di energia in decelerazione con il sistema “one pedal”.

I dati dimostrano come per alcuni modelli si arriva a un risparmio del 75% sulla manutenzione ordinaria per i primi 6 anni.
I controlli sui veicoli elettrici sono concentrati sugli ammortizzatori, i freni e i pneumatici e i tagliandi prevedono la sostituzione del liquido dei freni o quello del clima.
Il costo manutenzione è maggiore per le auto a  combustione interna, perché come abbiamo visto qui, spesso nel corso del tagliando vengono sostituiti elementi come la cinghia di distribuzione, già di per sé cari.

Questo non vuol dire che i veicoli elettrici siano esenti da manutenzione ordinaria, anzi!

Manutenzione batteria: quanto dura?

La batteria risulta la componente che più incide sul costo del tagliando dell’auto elettrica.
La procedura per controllare il liquido di raffreddamento è molto delicata, a causa della tensione generata dal sistema.
Per questo è richiesta una professionalità specifica.
Inoltre, le officine devono essere organizzate con carrelli adatti per trasportare il pacco batteria e spesso mancano di aree dedicate alla lavorazione.

Di norma una batteria dura circa 8 anni, più o meno quanto l’auto, tenendo presente che ogni ricarica incide negativamente sulla capacità della batteria.

Il problema dello smaltimento, poi, è reale e deve essere trovata una soluzione.

In conclusione, nei primi anni di vita la manutenzione auto elettriche ha costi davvero bassi, anche perché i km percorsi rispetto alle auto a benzina o diesel sono inferiori.

Se vuoi approfondire il discorso sulle manutenzioni auto, clicca qui.

I veicoli elettrici inquinano?

Veicoli elettrici, c’è un feticcio più osannato negli ultimi anni? Ma quando parliamo di veicoli a emissioni zero, parliamo delle realtà?

La diffusione dei veicoli elettrici ha numerosi vantaggi:

  • il miglioramento della qualità dell’aria e della salute delle persone, con una netta diminuzione delle emissioni di gas di scarico, come ossido di azoto e particolato.
  • diminuzione dell’inquinamento acustico
  • le batterie al litio sono meno nocive di quelle al piombo
  • meno emissioni di co2 rispetto alle auto a combustione interna.
  • abbattimento dei costi economici della guida

L’obiettivo della Ue è quello di ridurre del 90% il gas serra proveniente dal comparto trasporti entro il 2050, ecco spiegata la lotta alle auto a benzina o diesel e la diffusione di incentivi statali a favori dell’elettrico.


Allora sono davvero la manna dal cielo per un futuro 100% sostenibile? Vediamo insieme gli aspetti negativi delle auto elettriche (se ci sono!).

Il problema dello smaltimento delle batterie dei veicoli elettrici



Possiamo affermare che l’autoveicolo elettrico inquina pochissimo a livello di utilizzo, molto a livello di produzione.
In che senso?
Due sono i problemi sui quali si concentra il dibattito: lo smaltimento delle batterie e la produzione di energia elettrica.
Qualcuno arriva addirittura a parlare di bluff delle auto elettriche, ma crediamo sia un’esagerazione!

La fabbricazione delle batterie risulta essere inquinante per i terreni (detti terre rare) dai quali sono estratti i materiali necessari alla costruzione e dannosa per la salute delle persone che vivono in quei luoghi.
Inoltre, il lidio e il cobalto sono materie prime a rischio estinzione e questo richiede proposte concrete anche dalle stesse case automobilistiche.

Cosa fare delle batterie a fine ciclo?

Altra riflessione riguarda lo smaltimento delle batterie a fine ciclo con il riciclaggio industriale e il recupero delle materie prime e la possibilità di utilizzare le batterie in modalità “second life”.

Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica necessaria ad alimentare il parco veicoli in espansione, è difficile fare un’analisi generale, perché non tutti vivono la situazione del Giappone, così come l’ha descritta l’Ad di Toyota.

In conclusione l’auto elettrica è una reale opportunità per il futuro del pianeta, è certo, che ci sono questioni da risolvere nelle fasi di produzione e smaltimento

Sei interessat* all’argomento? Leggi anche:

Le 5 auto elettriche più vendute al mondo
Auto elettriche e ibride: quale scegliere?

Macchine elettriche: in Norvegia le adorano

La Norvegia anticipa tutti: solo macchine elettriche dal 2022.
L’obiettivo della Ue è quello di limitare la produzione di auto a benzina entro il 2035, ma il governo norvegese fissa il limite all’anno appena entrato.

In Norvegia le auto elettriche sono già usate dalla maggioranza della popolazione e questo a conferma dell’attenzione per la sostenibilità ambientale che i paesi nordici adottano nel proprio stile di vita.

I norvegesi amano le macchine elettriche

La diffusione dell’autoveicolo elettrico in Norvegia, non si traduce nell’immediato smaltimento dei veicoli a combustione interna.
I modelli prodotti dalle case automobilistiche e l’usato vanno smaltiti nei tempi giusti.

I dati del mercato norvegese confermano la virata verso le macchine elettriche infatti, tra gennaio e agosto 2021, tra le 50 auto più vendute, 47 sono a basso impatto ambientale, elettriche, ibride plug-in e ibride.


Nella classifica spiccano tra le prime posizioni la Tesla Model 3, la Toyota Rav4 Prime e la Tiguan Volskwagen.

Il trend è il risultato di uno stile di vita basato su valori come l’economicità, la praticità e la difesa dell’ambiente e politiche governative che già da alcuni anni incentivano la transizione.
Tra le auto elettriche incentivi In Norvegia: chi possiede un’auto elettrica beneficia del 25% in meno sulle tasse e le tariffe per parcheggi e pedaggi sono ridotte del 50%.

Pensi che la strada intrapresa sia realmente la meno inquinante? Faccelo sapere nei commenti.

CO2: stop entro il 2035

Il pacchetto Fit for 55 è tra le misure presentate dalla Commissione Europea lo scorso 14 novembre e prevede che dal 2035 non potranno essere più vendute auto a benzina con emissioni di CO2.
Il discorso vale sia per le auto a benzina o diesel sia per le auto con emissioni di CO2 allo scarico, come ibride o ibride plug-in.
Le auto in circolazione non potranno emettere biossido di carbonio e il compito dei vari paesi è quello di istallare punti di ricarica ogni 60 km per le auto elettriche e ogni 150 per le auto a idrogeno.

L’obiettivo, molto ambizioso, è di ridurre il 55% delle emissioni CO2 entrò il 2030 e arrivare alla neutralità climatica entro il 2050.
L’Italia ha intenzione di proporre una revisione del pacchetto alla Commissione, soprattutto riguardo allo stop delle auto a benzina.
Infatti il Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti ha spiegato come nel guardare al futuro sostenibile dobbiamo considerare la vocazione industriale italiana, quindi nella transizione ecologica è importante tenere conto delle caratteristiche dell’industria automobilistica italiana.

Cinture di sicurezza: un italiano su tre non le indossa

Secondo un’indagine di ANAS il 33% degli italiani alla guida non indossa le cinture di sicurezza.

I risultati della ricerca sono stati presentati al convegno indetto nella giornata che ricorda le vittime della strada, il 21 novembre scorso.

Gli automobilisti e i passeggeri sono stati osservati su tre tipologie stradali: autostrada A90 o Grande raccordo anulare di Roma; strada extra urbana principale o la S.S. 336 della Malpensa e strada extra urbana secondaria o la S.S. 700 della Reggia di Caserta.
I dati riguardano circa 6000 utenti della strada.

Una persona su tre guida senza cintura e il fatto sconcertante è che sia il guidatore che i passeggeri non allacciano le cinture di sicurezza auto.
Inoltre, il 49,47% degli adulti dimostra irresponsabilità, non utilizzando i dispositivi di sicurezza per i bambini.

E gli indicatori luminosi?
Anche in questo caso i risultati sono deludenti: il 55,63% non li accende durante la manovra di sorpasso e il 12,41 % degli automobilisti usa il cellulare impugnandolo alla guida.

Ci chiediamo se gli italiani siano consci del valore della sicurezza stradale e di quanto un incidente che avviene senza l’allaccio delle cinture di sicurezza o contravvenendo alle regole del Codice della strada possa provocare gravi lesioni fisiche, spesso irreparabili e conseguenze anche sulla rc auto.

Forse sul campo della sicurezza ancora molto deve essere fatto e in questo modo diventa davvero difficile raggiungere gli standard europei: entro il 2030 e richiesta la riduzione del 50% degli incidenti stradali.

Pensi ci riusciremo?

Ciao Piaggio: ora è un e bike

Chi non conosce il Ciao della Piaggio? L’iconico ciclomotore, diventato leggenda dal 1967 al 2006, è oggi diventato una e bike.

Il Ciao, messo in cantina dalle normative anti inquinamento, torna a vivere grazie all’idea dell’azienda toscana Ambra Italia di Rufina.

Il Ciao Piaggio è dotato nella nuova versione di un kit di trasformazione installato su tutte le serie del ciclomotore.

L’e bike è dotato di cinque livelli di pedalata assistita, un propulsore da 200 watt e al posto del tappo della benzina un caricatore usb.

Il telaio è stato modificato per consentire il montaggio del motore posizionato sulla ruota posteriore e le batterie nella parte centrale.

 La velocità massima è di 25 km/h.

L’azienda toscana è riuscita a ottenere tutte le certificazioni per trasformare questo pezzo vintage in e bike.

L’obiettivo è quello di dare nuova vita alla vespa Ciao conservata in cantine e box italiani, infatti ambra Italia mette in vendita il kit di trasformazione a un prezzo che varia dai 2800 ai 4000 euro.
L’officina autorizzata si occupa della trasformazione con restauro e verniciatura.

Inoltre, visto che non si tratta più di un ciclomotore, non è necessario avere il Libretto, ma il telaio deve possedere il suo numero di serie leggibile.

Hai abbandonato per forza di cose il tuo caro vecchio Ciao? Questa potrebbe essere la soluzione di riciclo sostenibile perfetta!

La 500 Red: l’elettrico di casa Fiat

Al Lingotto di Torino va in scena la serie speciale della 500 RED

L’edizione speciale della 500 è frutto della collaborazione tra Fiat e Red, l’organizzazione che lavora contro le emergenze sanitarie globali come il Covid e l’AIDS.
L’acquisto della 500 Red attiva una donazione al fondo globale a sostegno delle comunità più bisognose.

A tenere a battesimo il nuovo modello elettrico era presente anche Bono Vox, leader degli U2 e patron di Red, da sempre impegnato su queste tematiche.

Ma il messaggio della Fiat  e di Vox è più ampio: l’impegno nella lotta alle pandemie soprattutto nei paesi del terzo mondo come l’Africa.
La nuova versione è stata presentata all’inaugurazione di Casa 500 e di Pista 500.
Storia della casa produttrice e futuro sostenibile si intrecciano nella pista trasformata per l’occasione nel più grande giardino sospeso d’Europa a circa 28 metri di altezza.

La serie è disponibile sia per la carrozzeria berlina che cabrio, nella versione 500X e 500L e 500 Hybrid.
L’esterno della vettura è caratterizzato dal colore rosso, ma anche gli interni giocano con l’alternanza del rosso del sedile del guidatore a contrasto con quello dei passeggeri nero.

 L’auto è dotata di un filtro dell’aria efficace al 99,9% contro virus e batteri e al momento dell’acquisto, viene consegnato un Welcome kit con dispenser disinfettante e cover chiavi dedicata.

Inoltre le superfici del volante, i sedili e l’interno hanno subito un trattamento antimicrobico ad azione altamente efficace.

La nuova 500Red elettrica costa 28,800 nella versione berlina e circa 31mila nella versione cabrio.

 

Novembre, stop a tir e camion

Il Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili ha emanato un decreto con l’elenco dei giorni per il mese di novembre 2021 in cui per camion e mezzi pesanti oltre le 7 tonnellate è vietata la circolazione nei centri abitati.

Conoscere il blocco alla circolazione dei tir e camion è importante soprattutto in vista di un mese che precede quello natalizio e che vede la mobilità ripresa a pieno ritmo dopo gli stop imposti dalla pandemia.

Nell’art.1 si legge che è vietata: “la circolazione, fuori dai centri abitati, ai veicoli ed ai complessi di veicoli, per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t

Di seguito il calendario i giorni vietati a novembre per tir e camion:

  • 1 novembre dalle 9 alle 22
  • 7 novembre dalle 9 alle 22
  • 14 novembre dalle 9 alle 22
  • 21 novembre dalle 9 alle 22
  • 28 novembre dalle 9 alle 22

Le 5 auto elettriche più vendute al mondo

La mobilità sostenibile con l’acquisto di auto elettriche sta diventando sempre più la normalità, grazie agli incentivi statali e al cambiamento dello stile di vita delle persone, sempre più attente al futuro dell’ambiente.

Secondo Ev Sales Blogspot, blog specializzato sulla mobilità sostenibile, le 5 auto elettriche più vendute nel 2020 sono:

  • Tesla Model 3: nonostante il modello è tra i più cari in circolazione, il prezzo di listino arriva anche a € 66.470 euro, Tesla si conferma leader nella vendita di auto elettriche. L’allestimento base ha permesso alla casa americana di rientrare nel bonus e questo ha prodotto sicuramente un incremento delle vendite.
  • Hong Guang Mini Ev: la piccola utilitaria prodotta in Cina e venduta a un prezzo tra i 4000 e 5000 euro, dotata di due batterie.
  • La Renault Zoe: per la casa francese la scommessa sull’elettrico è vinta grazie a questo modello la cui autonomia è di circa 395 km.
  • Tesla Model Y: un’auto da 7 posti, spaziosa e con un’autonomia di 505 km.
  • Nei primi posti rientra anche la coreana Hyundai Kona Full Elettric, dalle buone prestazioni e ottima autonomia della batteria.

Nel nostro paese tra le auto elettriche più vendute, menzioniamo anche la Fiat 500, apprezzata dal pubblico giovanile per look, potenza e prestazioni.


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