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Euro NCAP: ecco le auto più sicure

Quali sono le auto più sicure in base alle stelle euro NCAP?

La sicurezza dei modelli automobilistici è un parametro importante per il guidatore, per i passeggeri e per gli altri utenti della strada ed è stabilita dal programma europeo per la valutazione delle auto ai crash test indipendenti.

Le variabili prese in considerazione nei test sono molteplici, dalla resistenza della carrozzeria agli urti alla presenza di sistemi di assistenza per ridurre il rischio di incidenti.

Euro NCAP: la classifica al crash test

Euro NCAP è l’ente europeo che si occupa di stabilire la sicurezza dei veicoli in commercio in maniera trasparente.

Il risultato ottenuto ai crash test è valutato secondo un punteggio che va da 0 a 5 stelle.
Con zero stelle, l’auto può circolare, ma non è considerata sicura, perché non offre nessun sistema all’avanguardia, oltre a quelli di serie obbligatori.
I modelli con 5 stelle sono quelli che hanno ottenuto il massimo nella sicurezza attiva e passiva.
Vediamo insieme quali sono i modelli che entrano a pieno titolo nella classifica delle stelle NCAP.

5 stelle NCAP: ecco le migliori

Le auto premiate sono utilitarie e berline ecologiche, in grado di assicurare la protezione per chi è all’interno dell’abitacolo e per pedoni e ciclisti.

Ecco quali sono le auto più sicure del 2021:

  • Genesis G80 del marchio coreano Genesin Motor, l’auto è riconosciuta come una delle più sicure per quanto riguarda i sistemi di sicurezza degli occupanti, mentre è da migliorare la resistenza agli urti per gli altri utenti sulla strada;
  • Genesis GV80, il suv coreano ha ottenuto 5 stelle nei test Euro NCAP: buone le dotazioni ADAS e i sistemi di protezione per gli adulti e i bambini.
  • Volkswagen ID:4, il suv del marchio tedesco elettrico a zero emissioni, è premiato per la presenza di sistemi ADAS all’avanguardia, buon AEB ed eccellente sicurezza per adulti e bambini.
  • Skoda Enyaq iV, ha ottenuto 5 stelle anche perché dotata di ottimi sistemi di protezione per gli adulti, i bambini e gli altri utenti della strada, come pedoni e ciclisti.
  • Cupra Formentor, è un suv in commercio nelle versioni diesel, benzina o plug-in, molto sicuro per gli occupanti del veicolo.
  • Polestar 2 è il primo veicolo 100% elettrico del gruppo svedese Volvo. Ha ottenuto 5 stelle Euro NCAP grazie a un ottimo sistema di frenata automatica d’emergenza.ù

Tra le auto menzionate nella classifica degli anni precedenti abbiamo la Toyota Yaris, un’altra Volkswagen, la ID:3, la Seat Leon, l’Audi A3, peraltro quest’ultima sembra essere molto apprezzata nel noleggio a lungo termine.

Quando si procede all’acquisto di un’auto nuova, bisogna controllare la sicurezza del modello, partendo dai dispositivi di serie fino ai sistemi di assistenza più moderni e all’avanguardia.

Anziani al volante, pericolo costante?

Gli anziani al volante potrebbero rappresentare un pericolo, dato che l’avanzare dell’età comporta minore reattività e capacità di concentrazione.

Se è vero, come molte ricerche dimostrano, che gli anziani non vogliono smettere di guidare, perché per loro l’auto rappresenta un simbolo di autonomia e non contemplano di usare mezzi alternativi, è anche vero che la capacità di guida è inversamente proporzionale all’aumento dell’età.

Negli anziani si verifica un progressivo indebolimento muscolare, della mobilità e delle capacità visive, elementi indispensabili a un elevato livello di sicurezza sulla strada.

Ecco, quindi, alcuni consigli per gli anziani alla guida.

Innanzitutto, un anziano dovrebbe evitare le ore di punta, cioè quelle più trafficate e non avere fretta di arrivare a destinazione, mantenendo una velocità costante.

Consigliata almeno una volta l’anno, una visita medica per controllare lo stato di salute e la vista.

L’anziano alla guida deve prestare particolare attenzione alla segnaletica stradale, ai sorpassi e quando svolta a destra e a sinistra.
Inoltre, se sta assumendo medicinali, ebbene informarsi sugli effetti collaterali, i quali potrebbero compromettere la capacità di guida.

È ovvio che gli incidenti possono capitare a tutti e che gli anziani sono soliti correre di meno, non bere e risultano più propensi a indossare le cinture di sicurezza, rispetto ai giovani.
Bisogna, però, fare i conti con i riflessi, la capacità di autonomia e i vari problemi fisici legati all’età.

In Italia sono circa 3 milioni gli over patentati ancora in grado di guidare, i quali si rifiutano di appendere gli scarpini al chiodo, forse, perché, smettere di guidare equivale ad accettare un cambio di vita e l’età che avanza.

Decreto semafori: ecco il countdown per tutti

Secondo l’Asaps (Associazione sostenitori e Amici polizia stradale) è ormai cosa certa l’installazione di semafori con il countdown non solo per gli attraversamenti pedonali, ma anche per auto e moto.

Sarebbe in arrivo un Decreto del Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili per regolare l’impiego dei nuovi semafori.
Una sperimentazione del Mims in alcune città italiane ha dimostrato come i nuovi dispositivi aumenterebbero la sicurezza, riducendo anche i tempi morti del traffico.

Leggi qui la notizia dell’Asaps.

Semafori con conto alla rovescia per pedoni e veicoli


La novità, attesa da ben 12 anni, ora riguarda le auto e le moto.
Infatti, la legge 120 del 2010 ha indicato il provvedimento all’art. 60, meglio specificato nel conseguente Decreto ministeriale del 27 aprile 2017.
Dopo il via libera, ottenuto lo scorso febbraio in Conferenza Stato-città e autonomie locali, il Ministero presenta il progetto all’Ue, che ha tre mesi per eventuali osservazioni e modifiche, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il semaforo con countdown posto sugli attraversamenti pedonali permette ai pedoni di attraversare nei tempi giusti, non correndo rischi al momento della partenza dei veicoli fermi.
Una piccola appendice posta al lato del semaforo pedonale o ciclabile indica quanto tempo manca allo scattare del verde o del rosso e viene posto in prossimità degli incroci più pericolosi per i passanti.

Leggi qui tutte le novità introdotte dal nuovo Codice della strada sui pedoni.

Criticità del Decreto countdown semafori

Il Decreto dovrebbe prevedere l’installazione in:

  • Intersezioni con attraversamenti pedonali e ciclabili e negli attraversamenti senza intersezioni
  • In abbinamento alle lanterne pedonali di luce gialla collocate su strade con almeno un senso di marcia, un numero maggiore di due corsie e qualora sono richiesti almeno 20 secondi per l’attraversamento
  • Intersezioni urbane ove sono presenti sistemi per rilevare infrazioni di passaggio con il rosso e dove il semaforo giallo dura meno di 5 secondi.

In generale, l’installazione dei countdown è prevista con le lanterne pedonali e ciclabili di luce gialla e solo in casi particolari casi con le lanterne veicolari. 

Sicuramente è necessario un lasso di tempo per adeguare i dispositivi esistenti, ma sembra proprio che i semafori con il countdown siano in dirittura d’arrivo!

Rca obbligatoria anche per i veicoli fermi nel box?

Una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea afferma che l’assicurazione rca per l’uso dei veicoli è obbligatoria su area pubblica e privata senza differenze.

Cosa significa?

In sostanza la RCA è obbligatoria sui veicoli immatricolati regolarmente in uno Stato membro, non ritirati dalla circolazione in base alle norme vigenti.

Dopo la sentenza del 29 aprile 2021 i veicoli a ruote o motore anche se fermi devono essere assicurati.

Discorso diverso per i monopattini e le biciclette a pedalata assistita: la decisione è a discrezione dei singoli stati.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea collega l’obbligo di assicurazione all’immatricolazione del veicolo e non alla circolazione, quindi anche i veicoli fermi su aree private e non, all’aperto o al chiuso devono essere dotati di assicurazione responsabilità civile.

Si pensa di estendere la regola anche alle auto da demolire, mentre sono esenti i veicoli radiati o demoliti con la restituzione delle targhe.
I veicoli, cioè, ritirati regolarmente dalla circolazione, privati di ruote, motori o elementi essenziali al movimento.

Obbligo RCA veicolo fermo: quando entra in vigore in Italia?

La rca auto in Italia è obbligatoria con sanzioni amministrative importanti per chi circola senza e in caso di torto in un incidente, il proprietario risarcisce il danno di tasca propria.
In Italia se un’auto o motorino sono parcheggiati in strada privata, in garage o in un box, il proprietario può decidere di sospendere l’assicurazione, perché il veicolo non è utilizzato.

Tieni presente, però, che nel nostro paese è possibile sospendere l’assicurazione solo per veicoli fermi in aree private.

L’iter legislativo che porta all’obbligo rca assicurazioni anche per i veicoli fermi è piuttosto lungo: nel senso che la sentenza va prima adottata formalmente dal Consiglio della Ue, poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
In seguito gli stati membri hanno a disposizione circa due anni per applicare la regola.

In conclusione, la novità ha tutto il tempo per essere “digerita” dagli stati e dai cittadini, soprattutto per chi è solito fermare l’assicurazione nei periodi di non utilizzo del veicolo.

Hai un motorino e nei mesi invernali sei solito bloccare la rca perché non lo usi? Nei prossimi anni questo non sarà più possibile.
Cosa ne pensi?

Cid: come compilare il modulo

In caso di incidente, è necessario compilare il Cid per avvalersi sull’assicurazione.

Ognuno di noi si augura di non essere coinvolto in un incidente stradale, ma se la malauguarta ipotesi dovesse divenire realtà, è bene sapere cosa fare, a partire dalla compilazione del Cid.

Come funziona la costatazione amichevole?

Il modello Cai (o Cid) è il documento che le persone coinvolte in un incidente devono compilare, è a vantaggio del conducente che non ha responsabilità e serve a richiedere il risarcimento danni all’assicurazione.
Il cid è presente nei documenti del contratto assicurativo e va tenuto nel cruscotto.
Va compilato solo il primo dei quattro fogli, quello nel quale è richiesto di inserire i dati, la dinamica dell’incidente e le firme dei coinvolti.

CID: come si compila

La parte in alto del documento va compilato con la data, la descrizione del luogo, i veicoli e le persone coinvolte e la segnalazione di eventuali testimoni.

Il modulo è poi suddiviso in due colonne, una gialla e una blu, sulle quali sono da riportare i dati delle compagnie assicurative.
Nella colonna bianca, va barrata la dinamica dell’incidente ed è necessario disegnare graficamente come tutto è avvenuto.

La costatazione amichevole compilata va consegnata entro tre giorni alla propria compagnia assicurativa, che verificati i fatti, procede al risarcimento entro 30 giorni.

Lo sapevi che le compagnie assicurative mettono a disposizione la possibilità di un cid online? Vediamo come usarlo.

Cid assicurazione: ecco come usare il modello elettronico

È sufficiente scaricare l’app messa a disposizione dalla compagnia assicurativa, registrarsi, inserire i propri dati e procedere alla compilazione.
La Cai online ti permette di inserire i dettagli dell’incidente, la geolocalizzazione e puoi inviare il modulo da firmare alla controparte tramite sms.

Quando in un incidente non sono coinvolte persone, compilare la constatazione amichevole agevola l’iter per il riconoscimento dei danni.

Vuoi sapere come funziona Rc auto? Leggi qui

Tasso alcolemico e revoca patente di guida

La guida in stato di ebrezza e quindi quando il guidatore supera i limiti del tasso alcolemico è tra le azioni vietate e punite con sanzioni molto pesanti dal Codice della Strada.

In questo articolo vediamo come funziona la revoca o il ritiro della patente per alcol.

La legge stabilisce i limiti tasso alcolico e le Forze dell’Ordine intervengono quando:

  • Se il tasso alcolemico non supera i 0,5 grammi per litro non c’è nessun illecito da parte del guidatore.
  • Se il tasso è superiore a 0,5 ma inferiore a 0,8 g/l, viene applicata la sanzione accessoria con relativa sospensione della patente da 3 a 6 mesi.
  • Con un tasso superiore a 0,8 e inferiore a 1,5 g/l, è prevista la sospensione della patente da sei mesi a un anno, una multa che va da 800 a 3200 euro con possibile arresto fino a 6 mesi.
  • Infine, se il guidatore ha un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l oltre alla multa copiosa, al possibile arresto, è prevista il ritiro della patente da uno a due anni.

Tasso alcolemico: quando è prevista la revoca patente?

La revoca della patente è imposta per diversi motivi, tra i quali gravi infrazioni al Codice della Strada.
In particolare, per lo stato di ebrezza, la revoca della patente è imposta quando nell’arco di due anni si è sospesi per due volte a guidare con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l; quando il conducente, con tasso superiore a 1,5 g/l, provoca un incidente e se l’infrazione è commessa da chi nei due anni precedenti si è rifiutato di sottoporsi all’alcol test.

La patente revocata può essere ottenuta di nuovo dopo tre anni dall’accertamento del reato.

Presa la nuova patente, il guidatore è considerato a qualunque età un neopatentato, quindi soggetto ai limiti di velocità e potenza di un giovincello.
Inoltre, se era in possesso di altre patenti oltre alla B, per riottenerle deve seguire criteri di propedeuticità e conseguire prima la patente auto.

Neopatentati: tolleranza zero per chi ha la patente da meno di tre anni

L’articolo 186 del CdS regola la posizione dei neopatentati e i conducenti professionali (che esercitano, cioè, l’attività di trasporto persone o merci): per loro non si parla di guida in stato di ebrezza (se si supera la soglia di 0,5 g/l), ma di guida sotto l’influenza di sostanze alcoliche, dato che il tasso alcolemico consentito è pari a 0 g/l.
Quindi i neopatentati non possono assumere nessuna quantità alcolica prima di guidare, e le pene sono commisurate al superamento del limite.
Nel caso più grave, se il neopatentato ha superato il limite di 1,5 g/l sono previsti:

una multa fino a 9000 euro
la sospensione della patente fino a 36 mesi
l’arresto fino a 18 mesi
la decurtazione di 20 punti patente (10 per gli altri automobilisti)

Sei un neopatentato? Non rischiare, non bere o fai guidare l’astemio del gruppo!

Multe più severe se butti rifiuti dal finestrino

Le modifiche al Codice della Strada prevedono un inasprimento delle multe contro gli incivili: fino a 866 euro per chi getta rifiuti dal finestrino o sporca la strada.

Gli articoli del Codice riscritti nel decreto Infrastrutture sono circa 40 e il legislatore vuole chiaramente semplificare e snellire tutta la parte burocratica legata al mondo patenti e allo stesso tempo essere più severo contro i trasgressori, aumentando l’importo delle multe.

Il nuovo Codice della Strada è in vigore dal 1 gennaio 2022.

Perciò prima di sporcare il manto stradale, pensaci bene, perché la sanzione prevista varia da un minimo di 216 euro a un max di 866 euro, l’importo è stato raddoppiato rispetto agli anni precedenti.

Punizioni esemplari anche contro chi viene beccato a gettare oggetti dal finestrino con multe fino a 204 euro.

Parcheggio disabili: multe contro chi lo occupa senza autorizzazione

Un po’ come l’inviato di Striscia la Notizia che ricerca chi occupa il parcheggio per i disabili consegnando un curioso feticcio, il legislatore nella pratica punisce severamente chi fa un uso non adeguato del parcheggio disabili o non è possesso in dell’autorizzazione.
I disabili, inoltre, nel caso il loro parcheggio sia già occupato, possono fermarsi sulle strisce blu gratis.
Quindi qual è la multa prevista? Chi parcheggia senza averne diritto oltre a vedersi decurtati 4 punti patente (prima due) rischia una multa massima di 660 euro.
Proprio a tutela delle fasce più fragili, vengono ampliati gli spazi a disposizione per le donne in stato di gravidanza o genitori con figli piccoli.

Inoltre, l’automobilista è obbligato a cedere la precedenza al pedone sia in procinto delle strisce che di un incrocio.

Attento a guidare mentre parli al cellulare: le nuove regole definiscono nel dettaglio a quali dispositivi la legge fa riferimento. Multe salate per chi è distratto alla guida: la distrazione è la causa di incidenti stradali più ricorrente.

Cambiamenti anche sulla notifica multa, leggili qui.

Honda Sensing 360 contro gli incidenti stradali

Nel perseguire la sicurezza stradale, Honda estende entro il 2030 il dispositivo Honda Sensing 360 a tutti i veicoli in vendita nei mercati mondiali.

Honda Sensing 360 è il sistema integrato di aiuto alla guida, più sofisticato rispetto al precedente, che permette di rilevare la presenza di oggetti e veicoli intorno alla vettura a 360 gradi. Il sistema è un ulteriore passo avanti verso la guida assistita e usa 5 radar e una videocamera frontale contribuendo a limitare gli incidenti e facilitare la guida del conducente.
Inoltre, attraverso i sensori e le telecamere ADAS, il veicolo è in grado di riconoscere i rischi su strada. (trovi tutte le informazioni qui honda.it)

Altre novità in casa Honda auto

Honda sta sperimentando una serie di innovazioni tecnologiche che conta di mettere in pratica dal 2025.
Molto interessante, il progetto Safe and Sound Network Technology, un sistema di interconnessione che permette a tutti gli automobilisti di essere collegati aiutando le persone a prevenire gli incidenti stradali.

La Smart Intersection della casa giapponese è stata messa alla prova in una cittadina dell’Ohio in un incrocio a quattro vie, dove la visibilità è resa difficile dagli edifici circostanti.
Le quattro videocamere che controllano il traffico a 360 gradi e la distanza di 90 metri, permettono all’automobilista di monitorare la situazione e avvicinarsi all’incrocio con prudenza.

Interessanti anche i sistemi di frenata avanzati nelle moto Honda.

Le case automobilistiche concorrono con tecnologie all’avanguardia, intelligenza artificiale e connettività ad azzerare gli incidenti stradali entro il 2050.

Cinture di sicurezza: un italiano su tre non le indossa

Secondo un’indagine di ANAS il 33% degli italiani alla guida non indossa le cinture di sicurezza.

I risultati della ricerca sono stati presentati al convegno indetto nella giornata che ricorda le vittime della strada, il 21 novembre scorso.

Gli automobilisti e i passeggeri sono stati osservati su tre tipologie stradali: autostrada A90 o Grande raccordo anulare di Roma; strada extra urbana principale o la S.S. 336 della Malpensa e strada extra urbana secondaria o la S.S. 700 della Reggia di Caserta.
I dati riguardano circa 6000 utenti della strada.

Una persona su tre guida senza cintura e il fatto sconcertante è che sia il guidatore che i passeggeri non allacciano le cinture di sicurezza auto.
Inoltre, il 49,47% degli adulti dimostra irresponsabilità, non utilizzando i dispositivi di sicurezza per i bambini.

E gli indicatori luminosi?
Anche in questo caso i risultati sono deludenti: il 55,63% non li accende durante la manovra di sorpasso e il 12,41 % degli automobilisti usa il cellulare impugnandolo alla guida.

Ci chiediamo se gli italiani siano consci del valore della sicurezza stradale e di quanto un incidente che avviene senza l’allaccio delle cinture di sicurezza o contravvenendo alle regole del Codice della strada possa provocare gravi lesioni fisiche, spesso irreparabili e conseguenze anche sulla rc auto.

Forse sul campo della sicurezza ancora molto deve essere fatto e in questo modo diventa davvero difficile raggiungere gli standard europei: entro il 2030 e richiesta la riduzione del 50% degli incidenti stradali.

Pensi ci riusciremo?

Istruttori di scuola guida: è crisi in Campania

A Napoli mancano istruttori di scuola guida a causa del blocco degli esami di abilitazione e dei pensionamenti dei dipendenti in Motorizzazione.

Il Presidente provinciale di Napoli, Pietro Risiti, dichiara che nel 2022 sono previsti ulteriori nuovi pensionamenti, aggravando la mancanza di esaminatori nella regione.

Confarca, l’Associazione di categoria di autoscuole, studi di consulenza, scuole nautiche e centri revisioni, lancia l’allarme: circa 200 aspiranti e insegnanti istruttori attendono da due anni di lavorare nel settore autoscuole.

Da dove deriva la fase di stallo? Secondo il sindaco della città Gaetano Manfredi la responsabilità dei ritardi è legata all’avvicendamento di diversi dirigenti nei ruoli più importanti della città metropolitana.

Un settore, quelle delle autoscuole, che negli anni passati ha subito una crisi contraria, in pochi cioè volevano diventare istruttori, tanto che gli stessi titolari era obbligati a a svolgere le lezioni di guida in prima persona.

Attualmente tra le conseguenze, tempi che si allungano per gli allievi e rischio di illeciti, impiegando personale non qualificato.

Intanto chi è venuto a conoscenza del blocco, ha fatto domanda per lavorare in autoscuola in un’altra regione.

Sovrasterzo e sottosterzo: non perdere il controllo

Il Sovrasterzo e il sottosterzo sono termini che usiamo per indicare il grado di sensibilità dell’auto allo sterzo.
Per nostra fortuna sono eventi che non si verificano abitualmente, perché collegati a situazioni potenzialmente pericolose sulla strada.
Vediamo nel dettaglio le differenze tra sovrasterzo e sottosterzo e come porvi rimedio.

Quando si verificano il sottosterzo e il sovrasterzo

Con il sottosterzo, si verifica uno squilibrio tra la parte anteriore e posteriore della vettura, con una trazione interrotta nella parte anteriore e le gomme posteriori che continuano, invece, ad aderire all’asfalto.

La conseguenza è che l’auto non sterza in curva come vorremmo: essendo sbilanciata tende ad andare dritta.
Quindi se stai percorrendo una curva a destra, la traiettoria del veicolo va verso sinistra.

Il sovrasterzo si verifica quando il retrotreno del veicolo perde di aderenza alla strada e sbanda.
Il fenomeno è l’esatto contrario del precedente con aderenza per ruote davanti, mentre quelle posteriori non rispondono all’input del guidatore. Il sovrasterzo si verifica soprattutto in caso di asfalto bagnato a causa della pioggia o ghiaccio.

Cosa fare?

In entrambi i casi la prima cosa è mantenere la calma, le reazioni istintive ci porterebbero solo fuori strada, nel vero senso della parola!
In caso di sottosterzo, alza il piede dall’acceleratore recuperando così aderenza; nel caso si verifichi il sovrasterzo premi subito la frizione per non far spegnere il motore e poi controsterza, cioè gira il volante nella direzione opposta della curva.
In uscita dalla curva dosa l’acceleratore per terminare la derapata e quando hai raggiunto il rettilineo dosa il piede sul gas per riacquistare aderenza.

Prendere la patente B non significa saper affrontare situazioni critiche sulla strada, per le quali è richiesta attenzione e consapevolezza. Infatti, molte autoscuole propongono validi corsi di Guida Sicura per renderti più reattivo.

Distanza di sicurezza: come calcolarla?

La distanza di sicurezza è quella che il veicolo deve tenere da quello che lo precede.

Secondo l’art. 149 del Codice della strada i veicoli durante la marcia devo tenere una distanza di sicurezza adeguata dal mezzo che precede per evitare incidenti.

Nel valutare la distanza bisogna considerare alcuni fattori come i riflessi del conducente, l’efficienza del veicolo, la velocità adottata, la visibilità e quindi le condizioni atmosferiche, la pendenza e lo stato del manto stradale.

Come calcolare la distanza di sicurezza?

Spesso il mancato rispetto dello spazio previsto è causa di tamponamenti e incidenti.
In base ai fattori di cui abbiamo parlato, non è facile stimare la prossimità da mantenere.
Inoltre, bisogna tenere a mente che al raddoppio della velocità corrisponde uno spazio di frenata quadruplo.
In generale e in condizioni di normalità sia del manto che atmosferiche, il consiglio è quello di rispettare le seguenti distanze in km:

  • 15 metri se si procede a 50 km/h
  • 28 metri se si procede a 100 km/h
  • 42 metri se si procede a 150 km/h

E così via…

Ci sono poi regole più specifiche: per esempio se si segue un veicolo sgombra neve, devi allontanarti almeno 20 metri.

Se sei interessato a saperne di più sulle regole del Codice della strada, leggi anche l’articolo sulla patente a punti.

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